Nel chiassoso quartiere di Porta Palazzo, grande mercato di Torino, e lungo le vie acciottolate del Balon, si snodano le vite di rifugiati, migranti, viaggiatori. A prescindere dalla cultura di appartenenza e dall’età, all’interno del nucleo familiare, tutti i personaggi si confrontano con aspettative molto alte. Diventare o rimanere fedeli a se stessi, quindi sentirsi liberi di agire, è un percorso difficile e ci vuole coraggio per assecondare e realizzare i propri desideri. Due polarità attraversano le storie: l’acqua che simboleggia il desiderio di viaggiare e tagliare i legami; e la terra che è la necessità di radicamento e di stabilità emotiva. Ogni personaggio sente il bisogno di rompere gli schemi all’interno del proprio mondo ricollegandosi a una di queste due polarità, mentre prova ad aderire al sentimento più intimo e autentico che ha dentro di sé.
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Narrato da Amarilli Varesio, autrice e cantante, che legge da uno dei racconti "Alba di sale" e canta la canzone associata "Gonna atlantica"
Porto Palazzo rappresenta uno sguardo lucido e privo di pregiudizi della realtà, ce la mostra per quello che è, ma la cosa che veramente ho apprezzato di questo libro è che ci spinge a guardarci attorno e a capire davvero le persone che ci circondano, indipendentemente da razza ed etnia, ci rende consapevoli che quelle che abbiamo attorno sono „davvero“ persone, che vivono in solitudini profonde, un caos di solitudini che spesso cozzano una con l’altra e che di tanto in tanto, se siamo fortunati, si annientano a vicenda.