Persi e disorientati A e B sono i protagonisti di questa disillusa commedia romantica. Sono storti, fuori asse, sbilanciati, non tanto perché personaggi di una commedia e quindi spostati verso un certo tipo di forma, piuttosto perché tutto ciò che è vivo oscilla, rimane in bilico e l’equilibrio lo cerca. Ecco, nessun equilibrio. Mai. Sempre spostati, incespicanti. Che si interrompono, che tremano, che non esitano e si buttano senza sapere dove finiranno. Divertenti e spietati, A e B giocano ad amarsi, alternado dolore e dolcezza.
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L’ho visto l’altra sera alle Fonderie Limone di Torino. È uno spettacolo bellissimo, scritto da un giovanissimo drammaturgo, e diretto da Lidi, un regista fantastico e visionario, con due attori in scena strepitosi. Sono quattro aggettivi di fila notevoli. Bellissimo, fantastico, visionario, strepitosi. Non succede quasi mai. Magari ti piacciono gli attori ma il testo è così così, oppure la regia non tiene o gli attori sono fragili. Qui tutto funziona perfettamente.
COME NEI GIORNI MIGLIORI è la storia di due ragazzi, trentenni, alle prese con una storia d’amore gay. Stop. Non c’è scenografia, ci sono solo loro due che con un ritmo frenetico si raccontano, scivolando da un luogo all’altro sempre rimanendo nello stesso spazio.
Una versione teatrale di 10 Capodanni? Vaghissimamente. Una versione 2.0 di Romeo e Giulietta? Sì, un po’ di famiglie ci sono ma non litigano e non c’è il balcone. Sono dialoghi frenetici, riflessioni, pensieri, dichiarazioni, quotidianità, strazi, litigi. Ci sono momenti in cui si ride alle lacrime. E altri in cui si lacrima per davvero (nessuno si ammala, tranquilli). Un spettacolo su tutto quello che è la vita in quel tempo strano pieno di promesse che sono i 30 anni.
Gli attori sono pazzeschi. Hanno un’energia e una potenza incredibili. Andate a vederlo.
Non è adv. È semplicemente che quando vedo una roba bella, fatta da giovani, scritta da giovani io mi riempio di gioia e devo dirlo a più gente possibile.