Qualcuno doveva aver calunniato Immanuel K., perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato. Così, come il Processo di Kafka, potrebbe incominciare questo processo di Kant, in cui il giudice (perché questo è il significato di Critica, delle tre Critiche, che sono altrettanti giudizi) viene giudicato. I testimoni a carico sono le creature del pensiero che abitano i libri di Kant: l’intelletto e l’immaginazione, il bello e il sublime, gli incubi dei lettori che diventano giudici dell’autore. E, questa volta non come Josef K, ma come il professore dell’Angelo Azzurro (che per inciso di nome faceva Immanuel) viene salvato, invece che perduto, dalla bellezza.
Quarta di copertina di Maurizio Ferraris
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E dunque, prof.ssa Ragione, anche Lei non sa dirmi nulla di queste cose, se non che sono frutto di ragionamenti errati, illusioni di giovani.