Il gatto di Chagall è la constatazione che, oltre i vetri della finestra del reale, esiste un mondo rivoluzionario che ha con sé la forza della libertà e della finzione. Gatto, protagonista del libro, è un impiegato in banca che, in un giorno qualunque, sprofonda nella percezione di un mondo deformato, in cui il ricordo e il futuro si agitano e tutto si presenta come la maschera delle nostre fragilità. Il romanzo di Salvatore Spampinato scardina le resistenze della vita di ognuno di noi per tentare di aprire un varco oltre la nebbia della routine, dicendoci che per farlo non serve altro che perdere, di tanto in tanto, la testa o gli occhi.
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La città era un’allucinazione. Il vento adesso aveva
un colore. Inquinamento? Pazzia? Canzone? Chi
può saperlo. Non aveva mai visto l’aria nella sua
consistenza, ma ora notava i colori delle correnti.
Erano diversi a seconda della densità e della
temperatura, ma non erano descrivibili: come si fa
a descrivere qualcosa che non si conosce?”