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Nel suo discorso di ammissione all’Accademia Argentina delle Lettere, nel 1977, Victoria Ocampo dice di Virginia Woolf: “con nessuno mi capivo meglio che con lei sul ruolo che le donne dovevano avere in Letteratura”. Victoria Ocampo, la prima editrice argentina, in questo saggio su Virginia Woolf, parla della centralità della scrittura femminile e delle innovazioni apportate dall’autrice di Una stanza tutta per sé.
Due caratteri così particolari, trasgressori e di notevole cultura, sembravano destinati a incrociarsi. Una, figlia dell’era vittoriana, dell’Impero, di genitori intellettuali e borghesi; l’altra, dell’esotico Sud America e di estrema opulenza ed eleganza. In entrambe c’è una forza incontenibile.
Un saggio femminista ricco di riferimenti, riflessioni e aneddoti. Nelle parole di Victoria Ocampo: «Quel poco che ho fatto l’ho fatto – insisto – nonostante fossi una donna».
Io credo che la cosa più esatta sia fare come Victoria Ocampo, sentire che il mondo è come una festa e che questa festa offre un’infinità di sapori e volerli gustare tutti e far sì che anche gli altri li possano gustare.
da “Dialogo con Borges”
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